Film diretto da Mario Giammaria e Andrea Caliandro
Il “Capo dell’Anno” è la storia di una vita. Una vita, quella vera, vissuta giorno per giorno alla ricerca di qualcosa che sfugge, che ha la parvenza della felicità esasperata e chiassosa ma che si tramuta, alla fine, in una realtà distorta ed inquinata dai compromessi e dalla vigliaccheria.
Una vita che tenta disperatamente di mascherare la debolezza con la forza attraverso una prepotenza incapace di affrontare e risolvere davvero la quotidianità stessa.
Una vita vissuta ai margini, quella del protagonista. Spazialmente, la periferia malfamata di Bari, piccola grande città del meridione, accoglie e modella con le sue leggi non scritte l’adolescenza di un ragazzo come tanti altri. Moralmente, il percorso ambiguo dell’illegalità e della delinquenza accompagna l’uomo in un susseguirsi di situazioni vissute con la spavalderia della disperazione e dell’impotenza davanti ad una realtà che non cambia, mai. Ed in fine socialmente, i margini di una festa, quella di capodanno, vista da dietro le sbarre di una prigione, che sa essere insieme fine ed inizio di una esperienza nuova, quella dell’uomo adulto, che finalmente, superate le logiche distorte di un tempo, è capace di ribellarsi denunciando e di dimostrare agli altri, ma prima di tutto a sé, che cambiare è possibile.Film diretto da Mario Giammaria e Andrea Caliandro
Il “Capo dell’Anno” è la storia di una vita. Una vita, quella vera, vissuta gio...all »Film diretto da Mario Giammaria e Andrea Caliandro
Il “Capo dell’Anno” è la storia di una vita. Una vita, quella vera, vissuta giorno per giorno alla ricerca di qualcosa che sfugge, che ha la parvenza della felicità esasperata e chiassosa ma che si tramuta, alla fine, in una realtà distorta ed inquinata dai compromessi e dalla vigliaccheria.
Una vita che tenta disperatamente di mascherare la debolezza con la forza attraverso una prepotenza incapace di affrontare e risolvere davvero la quotidianità stessa.
Una vita vissuta ai margini, quella del protagonista. Spazialmente, la periferia malfamata di Bari, piccola grande città del meridione, accoglie e modella con le sue leggi non scritte l’adolescenza di un ragazzo come tanti altri. Moralmente, il percorso ambiguo dell’illegalità e della delinquenza accompagna l’uomo in un susseguirsi di situazioni vissute con la spavalderia della disperazione e dell’impotenza davanti ad una realtà che non cambia, mai. Ed in fine socialmente, i margini di una festa, quella di capodanno, vista da dietro le sbarre di una prigione, che sa essere insieme fine ed inizio di una esperienza nuova, quella dell’uomo adulto, che finalmente, superate le logiche distorte di un tempo, è capace di ribellarsi denunciando e di dimostrare agli altri, ma prima di tutto a sé, che cambiare è possibile.«
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